Miomi uterini
MIOMECTOMIA LAPAROSCOPICA

I miomi uterini (o fibromi) vengono diagnosticati in circa il 25 – 30% delle donne. Essi possono essere asintomatici; tuttavia, sono spesso la causa di irregolarità del ciclo mestruale, infertilità ed aborti. Sino agli Anni ’50, il trattamento più comunemente utilizzato per questa patologia era l’isterectomia. Negli ultimi anni, i notevoli mutamenti sociali e culturali, come pure l’uso diffuso dei contraccettivi, ha condotto a posticipare il concepimento in età più avanzata; pertanto, quando vengono diagnosticati miomi sintomatici durante l’età riproduttiva, può essere necessaria la conservazione dell’utero,.
La miomectomia laparotomica è gravata da un tasso di morbilità accettabile, comparabile a quello associato all’isterectomia. L’introduzione delle tecniche chirurgiche mini-invasive e della video-laparoscopia per il trattamento di numerose patologie ginecologiche ha prodotto notevoli vantaggi per la paziente. La minilaparotomia può essere una valida alternativa alla laparoscopia per il trattamento della patologia ginecologica benigna.
Anche se molti studi hanno confrontato la miomectomia eseguita per via laparoscopica a quella per via laparotomica, non è mai stata messa a confronto l’efficacia dell’approccio laparoscopico rispetto a quella dell’approccio minilaparotomico per il trattamento dei miomi uterini. L’obbiettivo di questo studio prospettico è confrontare la miomectomia laparoscopica e la miomectomia minilaparotomica.
Hanno partecipato allo studio clinico 148 pazienti che dovevano essere sottoposte a miomectomia; 74 sono state trattate con minilaparotomia e 74 con laparoscopia.
I tempi chirurgici sono stati significativamente inferiori per il gruppo sottoposto a minilaparotomia. Se confrontata alla minilaparotomia, la laparoscopia è stata associata ad una riduzione inferiore della concentrazione di emoglobina, ad una ridotta durata di paralisi della muscolatura liscia intestinale e ad una più breve degenza ospedaliera. L’intensità del dolore a sei ore dall’intervento si è rivelata significativamente inferiore nel gruppo sottoposto a laparoscopia; inoltre, queste pazienti hanno richiesto meno frequentemente la somministrazione di analgesici nelle prime 48 ore dopo l’intervento chirurgico. Non sono state osservate complicanze nel gruppo che ha eseguito la minilaparotomia; si sono verificate due complicanze nel gruppo sottoposto a laparoscopia.
In conclusione, i nostri risultati suggeriscono che, quando messa a confronto con la miomectomia minilaparotomica, la miomectomia laparoscopica può offrire il duplice vantaggio di un utilizzo ridotto di analgesici nel post-operatorio e di una più rapida guarigione.
Nonostante i continui progressi continui delle tecniche e della strumentazione laparoscopica, per eseguire la miomectomia per via laparoscopica sono necessarie capacità chirurgiche avanzate (in particolare per quanto riguarda la sutura intracorporea). La minilaparotomia offre una valida alternativa mini-invasiva a quei ginecologi, che non possiedono una vasta esperienza in chirurgia laparoscopica.

Bibliografia
Alessandri F, Lijoi D, Mistrangelo E, Ferrero S, Ragni N. Randomized study of laparoscopic versus minilaparotomic myomectomy for uterine myomas. J Minim Invasive Gynecol 2006;13:92-7. 
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