Endometriosi
IL CLISMA TC NELLA DIAGNOSI DELL'ENDOMETRIOSI INTESTINALE

L’endometriosi intestinale interessa fra il 5 ed il 27% delle donne affette da endometriosi; il retto ed il retto-sigma rappresentano dal 70 al 93% di tutte le lesioni endometriosiche intestinali. Queste possono causare disturbi simili a quelli causati dalla sindrome dell’intestino irritabile e nei casi più severi possono dare origine ad una sintomatologia occlusiva.

Durante la valutazione pre-operatoria è necessaria una diagnosi precisa della presenza, della localizzazione e dell’estensione dell’endometriosi a livello retto-sigma, in quanto queste informazioni sono necessarie per una discussione sia con il chirurgo generale che con la paziente.

Sebbene siano state proposte molteplici tecniche radiologiche per la diagnosi di endometriosi intestinale, i dati non sono conclusivi e non vi è attualmente una tecnica universalmente accettata. Un clisma con bario a doppio contrasto può essere utile nel determinare la localizzazione precisa dei noduli endometriosici, ma non è in grado di dimostrare con precisione la profondità del coinvolgimento parietale. Inoltre, un limite critico di questa tecnica è rappresentato dall’esperienza del radiologo nella diagnosi di endometriosi intestinale.

L’ecografia transvaginale può essere utile per la diagnosi di endometriosi a livello del tratto retto-sigma. Tuttavia, limitazioni rilevanti dell’ultrasonografia transvaginale sono rappresentate dall’impossibilità di determinare l’esatta distanza delle lesioni rettali dal margine anale e dall’impossibilità di valutare con precisione la profondità del coinvolgimento della parete rettale. Inoltre, le localizzazioni a monte della giunzione retto-sigma possono non essere evidenziate, in quanto si trovano oltre il campo di visualizzazione proprio di un approccio transvaginale. È stato riportato che l’ultrasonografia endoscopica rettale è utile nel rilevare l’infiltrazione della parete rettale: tuttavia con questo esame non è possibile ottenere nessuna informazione sulla parte superiore del colon e può essere difficile visualizzare i noduli endometriosici più grandi. La risonanza magnetica (RM) ha una buona sensibilità (fra il 77 ed il 93%) nella diagnosi di endometriosi intestinale. Tuttavia, la risonanza magnetica non è in grado di definire chiaramente la profondità dell’infiltrazione dell’endometriosi a livello della parete rettale.

La tomografia assiale computerizzata (TAC) non è considerata un’indagine di prima scelta per la valutazione dell’endometriosi. Con la TAC si possono diagnosticare le cisti ovariche endometriosiche, ma i reperti sono spesso non specifici e non diagnostici. La TAC multistrato (MSCT) ha un grande potenziale per la diagnosi delle alterazioni della parete intestinale. La MSCT associata all’enteroclisma è attualmente una metodica generalmente accettata per la valutazione delle patologie del piccolo intestino; tuttavia, alcuni lavori descrivono l’uso della MSCT per lo studio del grosso intestino. La MSCT permette l’acquisizione dei dati in strati sottili di tutto l’addome, riducendo gli artefatti tecnici dovuti alla peristalsi e agli atti respiratori. Di recente noi abbiamo dimostrato l’efficace della MSCT eseguita dopo distensione colica con un enteroclisma acquoso (MSCTe) nella diagnosi di endometriosi. Abbiamo eseguito una MSCTe a novantotto pazienti con sintomi suggestivi di endometriosi intestinale; sono stati determinati localizzazione, numero, dimensione dei noduli e profondità dell’infiltrazione a livello della parete intestinale. Indipendentemente dai risultati dell’MSCTe, tutte le pazienti sono state sottoposte ad intervento. I dati rilevati dall’MSCTe sono stati comparati ai risultati chirurgici ed istologici. I risultati anormali suggestivi per noduli endometriosici intestinali sono stati rilevati dall’MSCTe in 75 su 76 pazienti affette da endometriosi intestinale. L’MSCTe ha permesso l’identificazione di 110 (94,8%) dei 116 noduli endometriosici intestinali rimossi durante l’intervento chirurgico; i sei noduli non diagnosticati dall’MSCTe erano localizzati a livello del retto. L’MSCTe ha correttamente identificato il grado di infiltrazione a livello della parete intestinale in tutti i 34 noduli intestinali sierosi diagnosticati dalla stessa indagine. In sei noduli che raggiungevano la sottomucosa, la profondità dell’infiltrazione è stata sottostimata dall’MSCTe. Tale esame ha dimostrato di avere una sensibilità del 98,7%, una specificità del 100%, un valore predittivo positivo del 100% ed un valore predittivo negativo del 95,7% nell’identificare le pazienti con endometriosi intestinale. Pertanto possiamo concludere che l’MSCTe è efficace nel determinare la presenza e la profondità delle lesioni endometriosiche intestinali.


Bibliografia
 
1.  Biscaldi E, Ferrero S, Fulcheri E, Ragni N, Remorgida V, Rollandi GA. Multislice CT enteroclysis in the diagnosis of bowel endometriosis. Eur Radiol 2007;17:211-9.
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2. Biscaldi E, Ferrero S, Remorgida V, Rollandi GA. Bowel endometriosis: CT-enteroclysis. Abdom Imaging 2007;32:441-50.
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